jump to navigation

Incontro a Washington fra ASI e NASA 15 aprile, 2008

Posted by Emanuele Mudu in Blogroll.
comments closed

Si è svolto a Washington, il 26 Febbraio, l’incontro fra il presidente della NASA Michael Griffin ed il presidente dell’ASI Giovanni Bignami, con lo scopo di proseguire sul cammino della collaborazione internazionale fra Stati Uniti ed Europa per le future missioni spaziali fra cui quelle su Marte.  Con l’imminente ritiro dal servizio dello Space Shuttle, previsto per il 2010, e l’allungamento della vita operativa della Stazione Spaziale Internazionale che è prevista fino al 2015, i presidenti di entrambe le agenzie hanno concordato sul fatto che bisogna puntare al futuro, a nuovi veicoli e nuove missioni. Griffin ha affermato che l’obiettivo principale degli USA è il ritorno sulla Luna, come primo passo per una futura missione su Marte, obiettivo condiviso sia dagli Stati Uniti che dall’Europa

Lanciato l’ATV 15 aprile, 2008

Posted by Emanuele Mudu in Blogroll.
comments closed

E’ partito il 9 Marzo, dal cosmodromo di Kourou in Guyana Francese, il vettore Ariane V che dopo innumerevoli ritardi finalmente portato in orbita il veicolo Europeo ATV (Automated Transfer Vehicle) con lo scopo di rifornire automaticamente la Stazione Spaziale Internazionale in una maniera quasi analoga a quella del Progress Russo. Il veicolo “Jules Verne”, come è stato battezzato questo ATV, ha eseguito inizialmente una serie di test e verifiche ad un orbita molto bassa durante il periodo nel quale è rimasto attraccato lo Shuttle “Endeavour” per la missione STS-123. In seguito sono stati condotti due avvicinamenti di prova il 29 e 31 marzo per poi concludere con l’attracco definitivo il 3 Aprile. La missione ha avuto successo. Il veicolo, con il suo peso di 19360 kg, è stato scaricato dall’equipaggio della Stazione per poi essere riempito con tutti i rifiuti ed i materiali di scarto che sono andati distrutti assieme alla navetta durante il rientro nell’atmosfera.

Assegnato il Sistema di Controllo per Ares I 23 febbraio, 2008

Posted by Emanuele Mudu in Blogroll.
comments closed

ares1-2.jpg

La NASA ha assegnato ufficialmente a Boeing il contratto, di un valore di 264 milioni di dollari, per la produzione dell’Instrument Unit Avionics (IUA) del lanciatore Ares I del programma “Constellation”. Con IUA si intendono tutti i sistemi di controllo hardware che gestiranno il vettore nella fase di lancio e salita. Il contratto prevede l’iniziale fornitura di 3 elementi di prova più ulteriori 6 di produzione per poi iniziare la produzione in serie di 4 unità all’anno dal 2014 al 2016.

Provato con Successo il P80 23 febbraio, 2008

Posted by Emanuele Mudu in Blogroll.
comments closed

vega_p80.jpgvegamainengi.jpg

Ha avuto successo il 7 Dicembre il secondo test di accensione del motore P80, primo stadio del nuovo lanciatore europeo Vega. Il test si è svolto presso il Batiment d’Essai d’Accelerateur a Poudre presso il centro di Kuorou in Guyana Francese. Il motore è costruito in Italia dalla joint venture ELV composta al 70% da Avio e al 30% dall’ASI, che è anche prime contractor di tutto il progetto. Il motore è stato acceso per il periodo standard di 111 secondi sviluppando una potenza di circa 190 tonnellate mentre veniva monitorato in ben 600 diversi parametri. Questo test, una volta completate le valutazioni, sarà usato per la certificazione a terra del P80 e per ricevere l’autorizzazione al primo volo.

Il prossimo test si svolgerà in Sardegna e riguarderà il secondo stadio del Vega: Zefiro 23.

Le Due Sonde Orientali in Orbita Lunare 3 gennaio, 2008

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

luna3g.gif

Hanno raggiunto l’orbita lunare le due sonde orientali lanciate ad ottobre: la cinese Chang’è-1 e la giapponese Selene.

Chang’è-1 ha inviato a terra le prime immagini a 3 dimensioni della superficie lunare con lo scopo di creare una mappa delle principali caratteristiche chimiche e geologiche della superfice, mentre Selene, composta dalla sonda madre più due piccoli satelliti soprannominato Rstar e VRAD che realizzeranno una mappatura della gravità lunare con lo scopo di far risparmiare carburante con la creazione di nuove procedure per l’ingresso in orbita lunare  

Avanzamenti nel Programma Constellation 3 gennaio, 2008

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

constellation.jpg

Il 15 Novembre presso lo Yuma Proving Ground in Arizona è stato testato il paracadute principale del Constellation (nuovo veicolo in fase di progettazione per le future missioni lunari) che servirà per riportare a terra il primo stadio dei booster Ares I e Ares V (nella foto). E’ il più grande paracadute del suo genere mai testato con un diametro di 45.7 metri. E’ stato lanciato da un C-17 Globelifter da 5000 metri di altezza con attaccata una zavorra di 19 tonnellate per riprodurre il peso del primo stadio del vettore. I test hanno avuto successo, un ulteriore passo avanti per il programma Constellation.

Stanno nel frattempo proseguendo i lavori sul complesso di lancio 39B per renderlo in grado di ospitare il vettore Ares I e la sua capsula “Orion”. E’ in fase di messa appunto il nuovo sistema di salvataggio in caso di incidenti sulla rampa che prevede diversi carrelli muliposto che scenderanno a terra su una rotaia e si fermerà direttamente davanti all’ingresso del bunker di emergenza, coprendo una distanza verticale di 115 metri. Il sistema in uso attualmente per lo Shuttle prevede dei carrelli a teleferica che non arrivano direttamente davanti al bunker ma vicino ad esso.

Nei primi mesi di Novembre è stato inoltre completato il “mock-up” della capsula “Orion” che è stata trasportata nell’ex hangar dello Shuttle del Dryden Flight Research Center e servirà per la messa a punto dei sistemi di recupero e salvataggio mentre è in costruzione l’esemplare da utilizzare per le prove in volo. Questo secondo esemplare verrà utilizzato per perfezionare le procedure di integrazione ed utilizzo del paracadute di recupero. Sono previste fra il 2008 ed il 2011 due prove di aborto su rampa e quattro di aborto in fase di salita, senza equipaggio a bordo

Auguri di buone feste… 24 dicembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

 

A nome di tutto lo staff di Spaziando.it vi auguriamo un felice Natale

ed un felice Anno Nuovo, con la speranza che vengano esauriti tutti i

vostri desideri…

Aggiornamento su Missioni ISS 24 dicembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

iss_sts117.jpg

-Il 10 Ottobre una Soyuz TMA-11 ha portato sulla Stazione Spaziale l’equipaggio della Expedition 16, composto da Yuri Malachenko, il turista Malese Sheikh Muszaphar Shukor e l’Americana Peggy Whitson che comanderà la ISS fino al prossimo equipaggio. Shukor ha usufruito dell’accordo Rosobronex-port che prevede la fornitura alla Malesia di 18 Sukhoj SU-30MKM.

-Il 21 Ottobre la SOYUZ TMA-10 ha riportato a terra l’equipaggio della Expedition 15 composto da Fyodor Yurchikhin e Ileg Kotov ed il turista Malese Shukor. La capsula è rientrata con una traiettoria più ripida di quella programmata sottoponendo i cosmonauti a forze fino ad 8,6G ed atterrando a 340km dal punto previsto. E’ stata avviata un’inchiesta per studiare le cause dell’inconveniente.

-Il 7 Novembre si è conclusa con successo la missione STS-120 dello Shuttle Discovery (Pamela Melroy, George Zamka, Duglas Wheelock, Scott Parazynsky, Stephanie Wilson e l’italiano Paolo Nespoli) atterrato all’SLF del Kennedy Space Center in Florida. Gli astronauti hanno attaccato alla Stazione l’elemento Nodo-2 chiamato “Harmony” e costruito in Italia da Thales Alenia Spazio, al quale verranno nelle prossime missioni agganciati due laboratori: il modulo europeo “Columbus” ed il modulo Giapponese “Kibo”. E’ stata inoltre spostata una trave di pannelli solari all’estremità dell’asse centrale della ISS, riparandoli anche, in seguito a dei danni scoperti durante una delle uscite extraveicolari

Sonda Chang’e-1 in Viaggio per la Luna 24 dicembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

change-1_lunar-ajpg.jpg

Il 24 Ottobre è stato lanciato con un vettore Long March 3A dal cosmodromo “Xichang Satellite Launch Centre” di Sichuan la sonda “Chang’e-1″, il primo tassello del programma lunare Cinese con lo scopo di far arrivare sonde automatiche di esplorazione sulla superfice entro il 2020. Chang’e-1 pesa 2350kg ed ha una missione di ricognizione lunga un anno ad un’orbita di 200km dalla superfice. Sono presenti numerosi strumenti a bordo fra cui un altimetro a laser ed a microonde, spettrometri a raggi X e Gamma, rilevatori di particelle e misuratori di vento solare con lo scopo di riprendere immagini a 3 dimensioni di molte aree della superfice lunare fra cui le calotte polari, per creare una mappa geologica del nostro satellite. Inoltre, verranno analizzate le quantità in parti per milione di 14 elementi chimici e la loro distribuzione sul suolo, assieme allo studio dello spazio fra la Terra e la Luna.

L’ESA ha contribuito a questa missione donando le posizioni e le frequenze necessarie e permettendo ai Cinesi di addestrarsi utilizzando la sonda Europea in orbita lunare dal 2003.

Lancio Atlantis il 6 dicembre 2 dicembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

La Nasa ha confermato per il 6 dicembre il lancio dello shuttle Atlantis. La missione portera’ alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) il laboratorio europeo Columbus e durera’ undici giorni, con tre passeggiate spaziali. Il lancio e’ stato fissato per le 16.31 del 6 dicembre.

Progetto Galileo, via libera da Ue 24 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Curiosità.
comments closed

I ministri dell’economia e delle finanze dei 27 hanno approvato, dopo molte ore di discussione, il bilancio Ue per il 2007.Il documento comprende anche il finanziamento del progetto Galileo di navigazione satellitare e la costituzione dell’Istituto europeo per l’innovazione e la tecnologia (Ieit).Diverse soluzioni sono state proposte per il reperimento di 2,5 miliardi di euro di risorse.Il negoziato su Galileo raggiungera’ il suo apice nel Consiglio europeo di meta’ di dicembre.

Spazio: altro italiano forse in 2009 24 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

L’Agenzia Spaziale Italiana ritiene che un astronauta italiano potrebbe tornare nello spazio nella seconda meta’ el 2009. In seguito alla fornitura alla Nasa dei moduli logististici Mplm, l’Asi ha ancora con la Nasa crediti per una missione di breve durata e tre di lunga durata. Molto dipendera’ anche dall’esito della prossima missione dello shuttle Atlantis, che il 6 dicembre dovrebbe portare sulla Stazione spaziale internazionale il laboratorio europeo Columbus.

Mostra sulla Terra a Trieste 17 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Curiosità.
comments closed

Un mese di mostre, conferenze e filmati dedicati alla Terra: e’ la nona edizione di Era (Esposizione di ricerca avanzata). L’allestimento e’ stato inaugurato oggi a Trieste e si inserisce tra le iniziative collegate all’International Year of Planet Earth e conclude, occupandosi della Terra, il ciclo di mostre e incontri dedicati ai quattro elementi, iniziato nel 2001 con l’acqua. Protagoniste di Era saranno scienze della terra, geofisica, botanica, climatologia e altre.

Onu: 2009 anno mondiale Astronomia 17 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Curiosità.
comments closed

Il 2009 sara’ l’anno internazionale dell’Astronomia: l’ok e’ arrivato dalla seconda commissione dell’assemblea generale dell’Onu. La risoluzione presentata dall’Italia con il sostegno di oltre 30 paesi e’ stata votata all’unanimita’. L’iniziativa della Farnesina e’ stata condotta anche con l’obiettivo di valorizzare le celebrazioni che proprio nel 2009 ricorderanno il quattrocentesimo anniversario delle prime osservazioni con il telescopio da parte di Galileo Galilei.

India: intesa missione Luna 13 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Le agenzie spaziali russa e indiana hanno siglato oggi un accordo per l’esplorazione congiunta della Luna. New Delhi fornira’ un razzo e un modulo di volo. Oggi a Mosca e’ in programma un vertice tra i due paesi: il premier Singh incontrera’ anche Putin. In agenda la cooperazione militare ed energetica. Circa il 70% delle armi indiane e’ di fabbricazione russa, ritardi e prezzi hanno spinto New Delhi a guardare anche a Usa, Gb, Francia e Israele.

Il Sole ha un gemello 11 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

 

Il Sole ha un gemello, a 200 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Drago. Lo hanno scoperto due ricercatori universitari. Secondo Jorge Melendez, dell’Universita’ Nazionale Australiana e Ivan Ramirez, dell’Universita’ del Texas, di tutte le stelle finora osservate quella indicata con la sigla Hip 56948 e’ la piu’ simile al Sole. Secondo Melendez e Ramirez, stelle come questa potrebbero essere obiettivi interessanti per programmi di ricerca delle intelligenze aliene.

Due astronauti Iss all’esterno 9 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

Due astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sono usciti oggi per 7 ore all’esterno per completare alcuni dei lavori.Erano stati lasciati in sospeso dall’equipaggio del Discovery. L’americana Peggy Whitson ed il russo Yuri Malenchenko hanno continuato la preparazione per spostare il modulo italiano Harmony nel luogo giusto. Il lavoro spettava all’equipaggio del Discovery,compreso l’italiano Paolo Nespoli, ma una serie di imprevisti hanno impedito di terminare i lavori.

Nespoli, ‘Tutto bene’ 8 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

‘Tutto bene: ho fatto qualche esame aggiuntivo a causa degli esperimenti e poi non mi sono sentito benissimo’: cosi’ l’astronauta Nespoli. Un po’ di disorientamento, assolutamente normale in fase di rientro: per questo l’italiano ieri, dopo l’atterraggio del Discovery, non ha potuto essere insieme ai suoi compagni di equipaggio nei tradizionali saluti sulla pista e nella conferenza stampa. Nella sua prima conferenza stampa telefonica dopo la missione Nespoli ha voce serena e tono soddisfatto.

- SHUTTLE ATTERRA CON CARICO DI SUCCESSI – 7 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

E’ un carico speciale, quello con cui lo shuttle Discovery ha toccato terra questa sera: sono i successi di una missione ricca di colpi di scena, ogni volta affrontati dall’equipaggio con grandissima competenza, tranquillita’ e perfino una buona dose di umorismo. Al termine della missione Esperia, dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e dell’Agenzia spaziale europea (Esa), torna a casa anche l’astronauta italiano dell’Esa Paolo Nespoli.
Dopo 16 giorni in orbita, uno in piu’ del previsto, la missione dello shuttle Sts-120 e la missione Esperia hanno fatto diventare piu’ grande la Stazione spaziale internazionale (Iss). La piu’ grande opera ingegneristica mai realizzata in orbita adesso ha un nuovo modulo, il Nodo 2, costruito in Italia per l’Asi dalla Thales Alenia Space. Il Nodo 2, chiamato Harmony dagli studenti americani, tra pochi giorni sara’ spostato dall’equipaggio della Iss nella posizione definitiva, agganciato al laboratorio americano Destiny. Ad esso in dicembre sara’ agganciato il laboratorio europeo Columbus e nell’aprile 2008 il laboratorio giapponese Kibo. Nel giro di pochi mesi, quindi, il Nodo 2 diventera’ una vera porta della ricerca internazionale.

E’ stata anche modificata la collocazione di uno dei tralicci che sostengono i pannelli solari della Iss, quello chiamato P6, avvicinando cosi’ ulteriormente la stazione orbitale alla configurazione definitiva. Per raggiungere questi risultati sono state necessarie quattro passeggiate spaziali, delle quali Nespoli e’ stato il regista. E gli imprevisti non sono certamente mancati: basti pensare che in una sola serata, quella del 30 ottobre, mentre si esaminava come risolvere il problema di un giunto cui sono fissati i pannelli solari, ci si e’ accorti che un altro dei pannelli era seriamente danneggiato e che un micrometeorite aveva colpito un’ala dello shuttle. Perfino durante il viaggio di ritorno e’ arrivata la notizia che un altro micrometeorite aveva colpito un finestrino dello shuttle. Alla fine tutto e’ andato bene, anche se avventura e suspance non sono davvero mancate. Collocare il traliccio P6 accanto al P5 e’ stata un’impresa eccezionale e spettacolare, cominciata con una sorta di ”danza” fra il braccio robotico dello shuttle e quello della Iss. Tutto era andato benissimo, ma al momento di dispiegare il pannello solare e’ apparso uno strappo di 80 centimetri per 20.

L’approvvigionamento di energia elettrica della Iss si e’ ridotto solo del 3%, ma il mancato dispiegamento del pannello avrebbe compromesso la stabilita’ della struttura. A questo punto la missione si e’ trasformata in un’impresa alla Mac Gyver, il protagonista della serie Tv degli anni ’80 che se la cavava sempre escogitando soluzioni con mezzi di fortuna. Con attrezzi costruiti dagli astronauti e isolati con uno speciale nastro adesivo per evitare scosse, il pannello e’ stato riparato durante una passeggiata spaziale decisamente acrobatica, nella quale il protagonista delle quattro passeggiate spaziali della missione, Scott Parazynski, ha lavorato agganciato all’asse utilizzato come ‘prolunga’ dello shuttle, a sua volta collegato al braccio robotico della Iss.

Adesso sulla Iss resta ancora tanto da fare fino all’arrivo dello shuttle Atlantis Sts-122, il cui lancio e’ previsto per il 6 dicembre. Venerdi’ 9 novembre l’equipaggio della stazione orbitale dovra’ affrontare una passeggiata spaziale per eseguire i compiti previsti nella quinta e ultima passeggiata della missione appena conclusa, rinviata per i numerosi imprevisti. Mercoledi’ 14 novembre, con l’aiuto del braccio robotico, sposteranno il Nodo 2 nella posizione definitiva, agganciato al laboratorio americano Destiny. Il 20 e il 24 novembre, infine, sono previste altre due passeggiate spaziali.

Shuttle atterrato regolarmente 7 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

Lo shuttle Discovery e’ atterrato puntualmente nel Kennedy space center della Nasa a Cape Canaveral, in Florida. Si e cosi’ compiuto regolarmente e nei tempi previsti il viaggio di rientro della navetta spaziale. A bordo l’astronauta italiano dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Paolo Nespoli, che ritorna dopo avere concluso con successo la missione Esperia, dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e dell’Esa, durata 12 giorni.

Discovery in viaggio verso la Terra 5 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

La navetta Usa Discovery si e’ sganciata dalla Stazione spaziale internazionale (Iss) per cominciare il viaggio di ritorno verso Terra. Dell’equipaggio, al comando di Pamela Melroy, fa parte l’astronauta italiano dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Paolo Nespoli. L’atterraggio e’ previsto per mercoledi’ 7 novembre. La missione Esperia, dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), e’ cominciata il 23 ottobre.

Ricucito pannello solare Iss 3 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

Missione compiuta per l’astronauta Scott Parazynski, con il completo dispiegamento del pannello solare della Stazione spaziale internazionale. Il pannello S4 del traliccio P6, il piu’ esterno del lato destro della Iss é stato riparato in 5 ore e 20 rispetto alle 7 previste. Restano quindi almeno due ore di tempo, durante le quali non si esclude che Doug Wheelock, che questa mattina era uscito dalla Iss insieme a Parazynski, vada a installare il corrimano all’esterno del Nodo 2.

50 anni fa Laika in orbita 2 novembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Curiosità.
comments closed

 

E’ avvenuto 50 anni fa il primo volo di un essere vivente nello spazio. Lo Sputnik 2, il 3 novembre 1957 portava in orbita la cagnetta Laika. Il suo musetto appuntito, bianco e nero, e’ diventato uno dei simboli delle prime imprese spaziali, tanto che 10 anni fa l’istituto aerospaziale di Mosca l’ha aggiunt all’elenco dei cosmonauti morti in missione. Secondo dati recenti, Laika mori’ appena 20 minuti dopo il lancio per problemi di respirazione dovuti a un guasto nei sistemi dello Sputnik.

Napolitano parla con Nespoli 31 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Il presidente della Repubblica Napolitano ha parlato in diretta con l’astronauta Paolo Nespoli, in missione sullo shuttle. ‘Presidente, grazie per questa visita virtuale a bordo della Stazione spaziale internazionale’, ha detto Nespoli. ‘Sono io che la ringrazio a nome degli italiani. Ingegner Nespoli, quando torna sulla Terra, mi venga a trovare al Quirinale’, ha risposto il capo dello Stato, invitando tutto l’equipaggio della navetta spaziale.

Iss, funziona pannello solare 31 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Funziona al 97% della potenza il pannello solare della Stazione spaziale internazionale (Iss) che in dispiegamento e’ apparso danneggiato. Lo si apprende nel centro di informazione sulla missione Esperia. Il pannello solare e’ agganciato al traliccio P6, che nella passeggiata spaziale di ieri era stato collocato in posizione definitiva. Non sembrano quindi esserci problemi di alimentazione elettrica della Iss. Qualche problema potrebbe invece esserci per la stabilita’.

Danneggiato pannello solare della stazione orbitale ISS 30 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

Uno dei pannelli solari della Stazione spaziale internazionale (Iss) appare chiaramente danneggiato nelle immagini trasmesse on line dalla tv della Nasa. Il problema è stato notato quando la passeggiata spaziale, la terza della missione, era terminata. Gli astronauti a bordo della stazione orbitale hanno preso immagini ad alta risoluzione del pannello per inviarle a Terra affinché gli ingegneri possano esaminarle.

Il pannello solare danneggiato è collegato al traliccio P6, che proprio oggi è stato collocato nella posizione definitiva, accanto al P5. Durante lo spostamento del traliccio, avvenuto con il braccio meccanico della Iss, i pannelli solari erano stati ritratti. Il danno è stato rilevato una volta sistemato il traliccio: non appena i pannelli solari sono stati dispiegati, su quello indicato con la sigla 2B si è notato uno strappo.

Iss: installato traliccio P6 30 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

E’ stato installato il traliccio P6, uno degli 11 della Stazione spaziale internazionale al quale sono ancorati i pannelli solari. Nella terza passeggiata spaziale della missione Esperia (Esa-Asi) gli astronauti Parazynski e Wheelock hanno stretto i bulloni con il braccio robotico. Il traliccio P6, 15 tonnellate e largo circa 10 m con pannelli ritratti, e’ stato uno dei primi elementi della Iss nel 2000 ed ora e’ collocato nella posizione definitiva. Tra i coordinatori Paolo Nespoli.

Pronto il satellite “Giove-B” 29 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

gioveb.jpggioveb2.jpg

il 3 settembre è stato anche il giorno scelto da Thales Alenia Space per la consegna ufficiale di “Giove-B”, il secondo satellite che andrà a comporre la costellazione del sistema “Galileo”.
Il satellite è partito dagli stabilimenti di Roma per raggiungere il centro ESTEC di Noordwijk in Olanda dove verrà sottoposto ad un ultima serie di collaudi a terra, oltre al test delle vibrazioni già eseguito a Roma, prima di partire per la base di lancio di Baikonur in Kazkistan per essere lanciato con un vettore Soyuz, raggiungendo il suo gemello “Giove-A”, che si trova già in orbita, entro la fine dell’anno. Il satellite verrà usato per convalidare alcune tecnologie chiave per la sopravvivenza del sistema Galileo, fra cui il collaudo degli orologi atomici essenziali per l’estrema precisione richiesta dal nuovo sistema di navigazione satellitare.
La costruzione del satellite era stata guidata da un gruppo industriale facente capo alla Thales Alenia Space, comprendente anche Telespazio, EADS ed ESA. 
Quando saranno operativi tutti i suoi elementi, la costellazione Galileo sarà composta da 30 satelliti orbitanti su tre piani orbitali diversi, offrendo così il primo sistema di navigazione satellitare Europeo per scopi civili ad altissima precisione.

Pubblicati i bandi ASI 29 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

logo_asi.jpg

Il 3 Settembre l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha pubblicizzato i bandi di concorso per i finanziamenti delle missioni che avrà scadenza il 31 Ottobre.

I settori riguardano:
-Piccole missioni a livello nazionale (fino a 5 vincitori)
-Missioni di ricerche o esperimenti senza data fissa ma da presentare nelle varie finestre delle missioni ASI ed ESA (fino a 6 vincitori)
-Progetti sponsorizzati da enti di ricerca o industrie nel campo dei prodotti e dei servizi

Aspettiamo i risultati

Concluso lo Space Camp for Educators 29 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Si è conclusa poco fa l’ultima edizione dello “Space Camp for Educatos”, un programma di approfondimento delle materie aerospaziali offerto a tutti i docenti di materie scientifiche al mondo dalla Boeing. Per una settimana gli insegnanti, provenienti da ogni parte del mondo, hanno studiato l’astronautica e l’aerospazio presso il centro US Space & Rocket Center di Huntsville, Alabama in modo da poter in futuro arricchire l’esperienza di insegnamento ai propri alunni. Il programma è in vigore dal 1992, creato per rendere più approfondito e valorizzato l’insegnamento delle materie scientifiche negli istituti primari e secondari, riuscendo a raggiungere dal suo inizio circa 600 docenti ed oltre 30000 studenti. Presente anche l’italiano Leonardo Ferrazzi dell’istituto tecnico industriale “Alessandro Volta” di Alessandria

Al via uso internazionale Iss 27 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Grazie all’elemento realizzato in Italia che si e’ aggiunto oggi, parte una nuova fase della Stazione spaziale internazionale (Iss). Lo ha detto il ‘papa” del Nodo 2, Walter Cugno, responsabile del programma per la Thales Alenia Space. ‘Si arriva finalmente all’utilizzo internazionale della stazione orbitale – ha detto ancora – ed e’ importante che questo avvenga grazie alla tecnologia italiana e ad un astronauta italiano: e’ il massimo che potessimo aspettarci’.

Meteoriti all’asta a NewYork 27 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Curiosità.
comments closed

 Per la prima (e forse per l’ultima) volta nella storia, una cinquantina di meteoriti, un paio almeno di qualità eccezionale, oltre a ‘sassi’ provenienti dalla luna e da Marte, andranno all’asta domani a New York. Alcune dei meteoriti proposti -spesso una lega di metalli diversi, come ferro e nickel- sono molto belli e talvolta sono incastonati (naturalmente) di gemme preziose. I meteoriti, dalle forme astratte ed aerodinamiche che ricordano le sculture moderne, piacciono ai collezioni di arte contemporanea o a personaggi di Hollywood, come il regista Steven Spielberg, l’attore Nicolas Cage. O anche al violoncellista Yo-Yo Ma. Ed è rimasto famoso il caso di un anonimo collezionista di sculture di Barbara Hepworth, che spese decine di migliaia di dollari per un meteorite che ricordava le opere della scultrice astratta britannica. Le star dell’asta, organizzata dalla Bonham & Butterfields, sono essenzialmente due.
C’é un frammento, di un valore stimato in 1,3 milioni di dollari, del Willamette, uno dei più famosi meteoriti del mondo, che si trova all’American Museum of Natural History, sempre a New York. 
Il Willamette è stato trovato nel 1902 in Oregon, è stato al centro di numerose dispute di carattere legale, ed è quasi famoso come l’Hoba, un super-meteorite di 60 tonnellate trovato nel 1920 in Namibia, dove si trova tuttora, nel parco naturale di Grootfontein.
C’é poi il meteorite Brenham, che gli organizzatori stimano di un valore di circa 700mila dollari. E’ composto essenzialmente da ferro, ed è incastonato di numerose gemme extraterrestri. E’ stato trovato nel 2005 in Kansas da Steve Arnold, 41 anni, uno dei più famosi cacciatori dei meteoriti al mondo, che ne ha trovati un po’ dappertutto, non solo nel suo Stato di origine, il Kansas, appunto. Arnold è stato in Cile e soprattutto in Oman, dove i meteoriti sono molto numerosi ed ora protetti dalle autorità dell’emirato. Ma è forse in Kansas -lo Stato Usa più proficuo- che Arnold ha lavorato di più, rendendo felici decine di agricoltori ben contenti di vendergli questi ‘sassi’ a prezzo di capogiro.

Esperia, installato ‘Nodo 2′ 27 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Si e’ conclusa la prima passeggiata spaziale delle cinque previste nella missione Esperia: alla stazione spaziale e’ stato aggiunto il ‘Nodo 2′. Il nuovo componente e’ stato costruito in Italia dalla Thales Alenia Space per conto dell’Asi. I due astronauti che hanno lavorato per sei ore al di fuori della stazione spaziale internazionale, Scott Parazynki e Doug Wheelhck, stanno rientrando nella stazione orbitale, assistiti da Paolo Nespoli (FOTO) e Peggy Whitson. Tutto procede bene.

Si accende cometa Holmes: e’ mistero 27 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Curiosità.
comments closed

 

E’ ancora un enigma per gli astronomi l’improvviso aumento di luminosita’ della cometa 17P Holmes. In due soli giorni la cometa e’ infatti passata da una magnitudo 17 a due, un balzo di milioni di volte, diventando visibile a occhio nudo. ‘E’ un’esplosione incredibile – conferma Brian Mardsen, direttore del centro di Astrofisica dell’universita’ di Harvard – tanto che qualche astronomo l’ha scambiata per una nuova stella’.

Abbraccio tra Pam e Peggy 25 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Aperti i portelli dello Shuttle Discovery e della Stazione spaziale internazionale (Iss), le due donne al comando si sono strette la mano. A due ore dall’attracco della navetta alla stazione orbitale, Pamela Melroy, al comando del Discovery, e Peggy Whitson, comandante della Expedition 15 della Iss, si sono abbracciate. Nell’equipaggio dello Shuttle, c’e’ l’astronauta italiano dell’Esa, Paolo Nespoli.

Shuttle agganciato all’Iss 25 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

E’ stata completata con successo e nei tempi previsti la manovra di aggancio dello shuttle Discovery alla Stazione spaziale internazionale. Dell’equipaggio fa parte l’italiano Paolo Nespoli. La manovra di aggancio -alle 14,43 italiane- e’ stata eseguita dal comandante Pamela Melroy e dal pilota Gorge Zamka. Prima lo shuttle ha eseguito una serie di manovre per consentire all’Iss di fotografare il suo rivestimento termico. Dovranno passare due ore prima che gli equipaggi possano incontrarsi.

Italiano il progetto ‘Space’ 23 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

E’ italiano il progetto ‘Space’:si propone di capire l’energia oscura che costituisce il 70% dell’Universo, secondo le teorie piu’attuali. Al progetto, che equivale a decodificare il Dna dell’Universo, partecipano numerosi ricercatori dell’Inaf, ed e’ l’unico progetto a guida italiana, che ha superato la prima selezione del Programma dell’Agenzia Spaziale Europea-Esa ‘Cosmic Vision 2015-2025′. La decisione finale sul destino di ‘Space’ verra’ presa a meta’ del 2008.

Lanciato Shuttle con Nespoli 23 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

Dal Kennedy Space Center della Nasa e’ stato lanciato lo shuttle Discovery con a bordo tra gli altri l’italiano Nespoli. Prende cosi’ il via la missione Esperia, delle agenzie Esa ed Esi. L’equipaggio e’ composto oltre che da Nespoli da altri 6 membri. Lo shuttle trasporta un elemento fondamentale per proseguire la costruzione della stazione orbitale, il Nodo 2, realizzato in Italia; permettera’ di agganciare alla Iss il laboratorio europeo Columbus e quello giapponese Kibo.

Iss, rientrata la Soyuz 21 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

Atterrati in Kazakhstan i tre cosmonauti, tra cui il primo astronauta musulmano in orbita con funzioni professionali, a bordo della Soyuz. La navicella ha portato a termine una missione nello spazio di 11 giorni durante i quali si e’ agganciata alla stazione orbitante internazionale Iss. Shukor era partito con un libretto di istruzioni per rispettare i precetti musulmani nello spazio e con un apparecchio per calcolare la posizione della Mecca nelle varie fasi dell’orbita.

Riproduzione coralli legata a luna 20 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Curiosità.
comments closed

Quella che era solo una teoria da oggi e’ verita’ scientifica: la riproduzione dei coralli sottomarini e’ legata alle fasi lunari. E’ il risultato di uno studio congiunto di sette ricercatori di Australia, Israele e Stati Uniti. Romanticamente si puo’ sostenere che i coralli si riproducono perche’ – una volta all’anno – si innamorano della luna. Sono dotati di fotorecettori primitivi che reagiscono in modo “significativo” a quel tipo di luce, portandoli a rilasciare le loro uova.

Iss: prima volta donna al comando 19 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Per la prima volta la Stazione Spaziale Internazionale e’ comandata da una donna, l’americana Peggy Whitson. L’astronauta, giunta venerdi’ nel laboratorio orbitante a bordo di una Soyuz, prende oggi ufficialmente in consegna il comando della Stazione Spaziale segnando una nuova tappa storica per le donne nello spazio. La Whitson ricevera’ la prossima settimana la visita del Discovery, che ha tra i membri dell’equipaggio anche l’italiano Paolo Nespoli.

Iss, Nodo 2 pronto a lancio 19 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

E’ pronto al lancio il Nodo 2, uno dei componenti cruciali per il completamento della Stazione spaziale internazionale (Iss). Sara’ portato a destinazione dalla missione dello shuttle Sts-120 Esperia, prevista per le 17,38 (ora italiana) del 23 ottobre dal Kennedy space center, in Florida, e alla quale partecipa l’astronauta italiano dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Paolo Nespoli.

Cina: satellite in orbita lunare 17 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

La Cina lancera’ mercoledi’ prossimo il suo primo satellite nell’orbita della Luna. Lo annuncia oggi la stampa cinese. Il lancio del satellite – chiamato Chang’e – rappresenta il primo passo del programma di esplorazione lunare della Cina. Nelle fasi successive, prima verra’ inviata una sonda sulla superficie lunare, poi degli astronauti tenteranno di scendere sulla Luna per la prima volta dopo gli americani Armstrong, Collins e Aldrin, nel 1969.

Giappone: nuovo super – planetario 17 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

 

Il Giappone vanta da oggi il planetario piu’ dettagliato del mondo, sulla volta del quale sono riprodotte dieci milioni di stelle. Situato in un museo della scienza a Chiba, a est di Tokyo, il planetario e’ stato costruito con tecniche di avanguardia con cui e’ stato possibile rappresentare fedelmente anche nebulose dalla luce molto debole. La volta su cui le stelle sono proiettate ha un diametro di base di 23 metri ed e’ una delle maggiori del paese.

Lancio Shuttle il 23 ottobre 17 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

Il 23 ottobre partira’ lo shuttle Discovery per la missione Sts-120-Esperia, alla quale partecipa l’astronauta italiano Paolo Nespoli. Lo ha reso noto la Nasa. La decisione e’ stata presa in seguito all’ultima ispezione conclusa ieri dagli esperti della Nasa ai pannelli del rivestimento del Discovery, presso il Kennedy Space Center, in Florida. Nei giorni scorsi sono state eseguite le analisi volte a verificare le condizioni delle ‘piastrelle’ del rivestimento termico della navetta.

SkyMed, accordo Asi – Ambiente 16 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

L’Agenzia spaziale italiana e il ministero dell’Ambiente hanno firmato un accordo per l’uso dei dati dei satelliti Cosmo SkyMed. In base all’accordo le immagini radar fornite da Cosmo SkyMed potrebbero essere utilizzate per la sorveglianza di fenomeni di interesse ambientale, come il controllo dell’erosione delle coste e l’inquinamento delle acque.

7 donne svelano vera eta’ galassia 16 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

 

Sette astronome italiane hanno svelato la vera eta’ di una galassia che era riuscita finora a ingannare gli esperti apparendo piu’ giovane. Lo studio ha dimostrato che la galassia IZw18m non ha pochi milioni di anni come voleva far credere, ma due miliardi. La task force e’ guidata da Alessandra Aloisi, ricercatrice che lavora al centro di controllo del telescopio Hubble a Baltimora, e da un gruppo di astronome dei laboratori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Bologna e Napoli.

Scudo spaziale: Usa – Russia distanti 12 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Nessun accordo e’ stato raggiunto fra Russia e Usa sullo ‘scudo spaziale’, ha detto Condoleezza Rice dopo l’incontro con Serghei Lavrov. ‘Noi volevamo rispondere alle preoccupazioni russe e speriamo che le nostre idee contribuiscano a dissiparle’, ha detto il Segretario di Stato, che ha rigettato la richiesta russa di un congelamento dei piani durante i negoziati: ‘Gli Usa – ha sottolineato – intendono ‘proseguire i contatti con i partner’ di Rep.Ceca e Polonia sulle basi.

Attracco della Soyuz a Iss 12 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

La navicella spaziale Soyuz si e’ agganciata alla stazione orbitante internazionale Iss. La manovra e’ perfettamente riuscita.Lo affermano i responsabili della missione citati dalle agenzie russe. La Soyuz era partita due giorni fa dal cosmodromo di Baikonur. Il suo arrivo comportera’ un cambio di equipaggio sulla Iss, che ora vedra’ al comando per la prima volta una donna, Peggy Whitson (Usa). C’e’ anche un cosmonauta malaysiano: e’ il primo musulmano a partecipare a una missione.

Nasa, verso rinvio missione 10 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

La Nasa valuta il rinvio del lancio dello shuttle Discovery, previsto per il 23 ottobre con a bordo l’italiano Nespoli. I tecnici statunitensi sanno esaminando i risultati di un test allo scudo protettivo del Discovery per verificare la necessita’ di sostituire alcune delle piastrelle. Se gli esperti si esprimeranno a favore della sostituzione sara’ impossibile lanciare il Discovery nella ‘finestra’ di tre settimane, dal 23 ottobre. La successiva data utile e’ il 6 dicembre.

Galileo: Dordain, decidere presto 9 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Per il direttore dell’European Space Agency (ESA), Jean Jacques Dordain, la decisione sul progetto Galileo non puo’aspettare la fine del 2008. Inoltre La decisione circa il progetto europeo di navigazione satellitare non puo’ mettere a repentaglio il consiglio ministeriale dell’Esa previsto per novembre 2008. Dordain, in occasione della 9/a Conferenza Interparlamentare Europea sullo spazio apertasi oggi alla Camera dei deputati, ammonisce che il non decidere sul progetto “danneggerebbe l’Europa”.

Galileo: “giusto ruolo Italia in Ue” 9 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Per il progetto europeo di navigazione satellitare Galileo “dobbiamo avere in sede europea il nostro ruolo”. E’ l’opinione del Ministro Bersani. “Siamo il primo Paese che ha impegnato risorse in Galileo, ed il Paese che lo ha sostenuto con piu’ determinazione quando c’era chi remava contro – ha aggiunto – quindi e’ giusto che l’Italia abbia il suo ruolo”. Sulle attivita’ spaziali in generale, Bersani ha osservato che “la cosa piu’ delicata e’ combinare i programmi per ben distribuire pesi e misure”.

Dalla sonda NewOrizon nuove scoperte su Giove 9 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

Sono stati pubblicati su Science una serie di articoli sulle osservazioni fatte dalla sonda della NASA New Horizon in rotta verso Plutone, che lo scorso febbraio è passata davanti a Giove ad una distanza di 1.4 milioni di miglia, abbastanza “vicina” per studiare la sua magnetosfera, una sorta di cavità che circonda il pianeta e lo protegge dalle particelle ionizzate del vento solare. Gli strumenti di bordo hanno raccolto informazioni sull’atmosfera, le lune e gli anelli di Giove. Tra i dati inviati dalla sonda quelli che rivelano la presenza di lampi ai poli del pianeta, un fenomeno atmosferico dovuto al trasporto del calore attraverso la sua superficie.

Nelle precedenti missioni spaziali erano state fatte osservazioni parziali della magnetosfera , per cui New Horizon è la prima sonda ad entrare nella “coda magnetica” che contiene il plasma e ad attraversarla per tutta la sua lunghezza, circa 2500 “raggi gioviani”, un raggio gioviano è pari a 71.400 chilometri.

Su Science appaiono diverse ricerche, che verranno approfondite nel numero del 12 ottobre, condotte da gruppi internazionali di scienziati, ognuno dei quali ha osservato e analizzato un particolare aspetto delle scoperte fatte dalla sonda americana.

D.J. McComas e colleghi Southwest Research Institute, San Antonio, TX, per esempio, hanno scoperto un gran numero di strutture, con confini ben definiti, che si trovano tra due regioni ionizzate del plasma della coda magnetica. Gli scienziati hanno inoltre scoperto delle bolle definite, “plasmodi”, che contengono un mix di ioni provenienti da Io e da Giove.

In un altro studio fatto su una parte della coda magnetica, RlL. NcNuttJr e colleghi , Johns Hopkins University, Laurel, MD, riferiscono dell’esistenza di strani fenomeni determinati, forse, dal ricongiungimento di linee di campi magnetici, che si attorcigliano l’un con l’altra e poi si sciolgono e si riconfigurano, rilasciando energia. Un fenomeno che secondo gli scienziati induce l’accelerazione delle particelle nelle regioni adiacenti alla coda magnetica.

I dati forniti dalla sonda New Horizon hanno anche fornito nuovi elementi sulla composizione dell’atmosfera del pianeta, la cui turbolenza contribuisce alla formazione delle suggestive fasce colorate e delle spirali che appaiono sulla sua superficie, come sono state riprese dallo spazio.

Osservati anche da Kevin Baines e colleghi, Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA, riferiscono su Science, lampeggiamenti in tutti e due i poli gioviani, un fenomeno che era stato osservato solo sulla Terra.

C’è, poi lo studio, di G. Randal Gladstone e colleghi, Southwest Research Institute in Boulder, CO, che riferiscono che nell’alta atmosfera gioviana, dove le interazioni tra il vento solare e gli atomi e le molecole atmosferiche, producono bande di luce chiamate “airglow” (bagliore nell’aria), che diventano aurore durante i brillamenti solari. I ricercatori hanno studiato gli airglow e le aurore nel “lato notte” di Giove e hanno detto che ci sono grandi differenze con i fenomeni che si verificano durante il giorno.

New Horizon ha ripreso anche le tre lune più grandi di Giove, il Io, Europa e Ganimede. J.R. Spencer e colleghi , Southwest Research Institute, Boulder, CO hanno studiato la grande eruzione del vulcano Tvashtar su Io. Mentre, K.D. Retherford e colleghi, Southwest Research Institute, San Antonio, TX, hanno usato i dati di New Horizon combinati con quelli dello Hubble Space Telescope per indagare quanto contribuiscono i vulcani di Io ad immettere gas nell’atmosfera sia di Io stesso, sia nella magnetosfera di Giove.

Infine Mark Showwalter e colleghi SETI Institute, Mountain View, CA, hanno cercato le piccole lune di Giove, non più grandi di un chilometro, che si trovano all’interno del sistema degli anelli gioviani. Ma sembra che non ci siano lune così piccole, il che è sorprendente, dato che ci si aspettava una gradualità continua nelle dimensioni di questi piccoli corpi, se è vero che sono il risultato della collisione di lune più grandi.

Francia: lanciato missile Ariane V 6 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Un missile Ariane V e’ stato lanciato da Kourou (Guyana francese) con a bordo due satelliti per Tlc di Intelsat e Optus. Il satellite internazionale Intelsat II fornira’ trasmissioni di dati e di dirette tv. Sara’ usata dai maggiori distributori di programmi video in America Latina. La societa’ australiana Optus D2, garantira’ 15 anni di servizi di tv diretta, collegamenti web, telefonia e trasmissioni di dati verso Australia e Nuova Zelanda.

Prime immagini da Skymed 6 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

I crateri della cima dell’Etna e il Delta del Po sono tra le prime immagini fotografate dal satellite Skymed, presentate a Matera.Le immagini, ad altissima risoluzione, sono arrivate nel centro di geotesia spaziale ‘Giuseppe Colombo’ dell’Asi a Matera ed elaborate dalla Telespazio. Segnano l’inizio della fase lavorativa del piu’ grande programma spaziale mai promosso dall’Italia. Oltre all’Etna e al Po, le immagini ritraggono aree di Guinea Bissau, Islanda e Giappone.

Partita la sonda DAWN 6 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

dawnlaunch-800-x-1192.jpg

Finalmente dopo numerosissimi rinvii e con anni di ritardo, il 27 Settemre alle ore 07.34 EDT è partito il vettore Delta II con a bordo la sonda DAWN. La navicella ha raggiunto l’orbita con successo ed a breve oltrepasserà l’orbita lunare, mentre verranno verificati uno ad uno i sistemi e sottosistemi di bordo prima del suo avvio verso le asteroidi Ceres e Vesta. DAWN è particolare perchè è il terzo esperimento di sonda con motore a ioni, tecnologia che permette di raggiungere gradualmente velocità altissime. Per ulteriori informazioni sulla missione potete consultare le nostre precedenti pubblicazioni a riguardo o il sito:

http://www.nasa.gov/dawn

Scoperto il pianeta HD 17156b 5 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

 

Scoperto un pianeta a 255 anni luce dalla Terra: si chiama HD 17156b, e’ esterno al Sistema solare e dista dalla Terra 255 anni luce. La notizia e’ stata divulgata dall’astronomo Mauro Barbieri, che lavora presso Laboratorio di astrofisica di Marsiglia. Il pianeta si trova nella costellazione Cassiopea. La scoperta e’ avvenuta nell’ambito della missione spaziale CoRoT e il merito va soprattutto a un gruppo di ricercatori italiani.

Fertilita’: incidono viaggi spaziali 5 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

L’assenza di gravita’ inibisce la formazione degli spermatozoi e rende gli uomini meno fertili. Lo rivelano recenti studi. Le prime ricerche sulle interferenze dei viaggi spaziali sulle capacita’ sessuali e riproduttive dell’uomo segnalano come la mancanza di forza di peso induca una diminuzione della concentrazione di testosterone negli astronauti, generando uno stato di ipogonadismo, che pero’ risulterebbe reversibile dopo alcune settimane.

Spazio: convenzione Asi- Inaf 5 ottobre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Programmi comuni per l’esplorazione dell’universo dallo spazio. Li prevede una convenzione firmata dall’Asi e dall’Inaf. L’accordo quadro, riferiscono i due enti, era atteso da tempo, ha una validita’ di 5 anni e regola i rapporti fra i due enti sia sulla base di rispettivi piani triennali, sia sugli obiettivi a lungo termine.L’accordo mettera’ a disposizione i fondi per realizzare la strumentazione delle missioni del programma obbligatorio dell’Agenzia spaziale europea(Esa).

SPUTNIK, 50 ANNI FA AL VIA L’ERA SPAZIALE 28 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Compie 50 anni lo Sputnik, il primo satellite artificiale lanciato dall’allora Unione Sovietica alle 20,12 (ora italiana) del 4 ottobre 1957. Il ‘bip’ di quel primo satellite in orbita attorno alla Terra segnava l’inizio dell’era spaziale. Lo Sputnik (che in russo vuol dire ”compagno di viaggio”) era uscito alle 7,00 in punto del mattino dall’edificio di integrazione finale nella base di lancio russa di Baikonur, nel Kazakhstan.

 E ancora oggi é alle 7,00 del mattino che ogni lanciatore e la sua capsula vengono trasportati sul Treno del cosmo per raggiungere la rampa di lancio, in una sorta di scaramanzia che accompagna ogni missione, nella speranza di ripetere quel successo senza precedenti. In Italia erano le quasi 23 quando, la sera del 4 ottobre 1957, Radio Mosca annunciò in inglese che l’Unione Sovietica aveva lanciato in orbita il primo satellite artificiale. La sua superficie riflettente era visibile nel cielo con una magnitudine sei, ossia con una luminosità equivalente a quella delle stelle più deboli osservabili a occhio nudo. Il primo satellite della storia, che rimase in attività fino ai primi mesi del 1958, era una sfera di alluminio dal diametro di 58 centimetri e pesante 83,6 chilogrammi, dalla quale partivano quattro lunghe antenne.

Era stato progettato per analizzare la densità degli strati più alti dell’atmosfera e aveva a bordo un radiotrasmettitore, il cui segnale era stato ricevuto dalle stazioni a terra di tutto il mondo. Un segnale che lasciò gli Stati Uniti sbigottiti: non avrebbero mai immaginato di poter essere battuti sul tempo dall’Urss.

A rendere ancora più amara la delusione, il fallimento del lancio del loro primo satellite: il Vanguard esplose due mesi più tardi, il 6 dicembre, davanti alle telecamere e gli americani dovettero aspettare il 31 gennaio 1958 per vedere finalmente un loro satellite in orbita, l’Explorer 1. Il terzo satellite artificiale della storia aveva una bandiera italiana: il 15 dicembre 1964 andava in orbita il San Marco 1, il satellite scientifico ideato dal pioniere dello spazio italiano Luigi Broglio.

Era cominciata così una corsa allo spazio che in mezzo secolo ha visto moltiplicarsi il numero dei satelliti (oggi sono migliaia quelli in orbita intorno alla Terra) e delle missioni con uomini a bordo, prima sulla Luna con lo sbarco del 20 luglio 1969, poi sulla storica stazione spaziale russa, la Mir, e oggi sulla Stazione spaziale internazionale che promette di diventare un ponte per le future missioni umane sulla Luna e soprattutto verso la prossima frontiera dell’esplorazione, Marte. Non è stato un cammino facile: le tragedie del Challenger, esploso 73 secondi dopo il lancio il 28 gennaio 1986, e del Columbia, esploso in fase di rientro il primo febbraio 2003, hanno lasciato il mondo attonito.

 La fine drammatica dei due shuttle e dei loro equipaggi ha rallentato i programmi spaziali, ma non non ha fermato una corsa dall’esito imprevedibile, cominciata in piena guerra fredda e all’insegna della competizione più accanita, ma che oggi vede realizzarsi i progetti più ambiziosi all’insegna della collaborazione, come sta accadendo nella Stazione spaziale internazionale, la più rande infrastruttura orbitale mai costruita dall’uomo, nata dalla collaborazione tra Stati Uniti, Russia, Europa, Canada e Giappone, e che 2 novembre 2000 è abitata regolarmente da equipaggi con astronauti di tutte le nazionalità.

YES2 Pronto al Lancio 23 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll, Missioni.
comments closed

YES2, il secondo dei Young Engineers Satellite ha completato il 7 maggio le prove statiche presso la sede ESTEC di Noordwijk. E’ ora in attesa presso la sede TsSKB-Progress di Samara dove è stato montato per la prima volta su un veicolo FOTON-M3 utilizzato per gli esperimenti in microgravità. Sarà lanciato questo mese assieme al FOTON con un lanciatore Soyuz. Si tratta di un progetto di satellite sviluppato in 4 anni e mezzo da un team di studenti provenienti da tutta Europa, con lo scopo di provare che utilizzando un “tether” (cavo) è possibile variare l’orbita di un satellite senza l’ausilio di motori o sistemi di controllo dell’assetto, creando quindi un sistema molto semplice ed economico per controllare le orbite. Questo cavo, lungo 32km e spesso 0.4 mm in fibra sintetica è il più lungo mai utilizzato nello spazio, superando il TSS che utilizzava un cavo di 20km. La missione è composta da 3 elementi: FLOYD, il meccanismo di fissaggio e svolgimento; MASS, il supporto; FOTINO, una piccola capsula di forma sferica. Durante la missione, MASS e FOTINO saranno sganciati dal modulo e si allontaneranno. Quando verrà fermato lo svolgimento del cavo, si innescherà un movimento simile a quello di un pendolo, e quando verrà tagliato in una determinata posizione, MASS e FOTINO si staccheranno rientrando poi nell’atmosfera. MASS si distruggerà, mentre FOTINO rientrerà a terra utilizzando uno scudo termico ed atterrerà nel Kazakistan con l’aiuto di un paracadute.

Assegnato il contratto per J-2X 23 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Si è concluso il bando di concorso per lo sviluppo dell’upper stage dei lanciatori per il programma Constellation, vinto dalla Pratt&Whitney Rocketdyne, per un valore di 1,2 miliardi di dollari. Si tratta del contratto per sviluppare il motor J-2X , motore che servirà come upper stage per i lanciatori Ares I e Ares V, che porteranno in orbita i componenti della capsula Orion. In realtà il progetto è un vero e proprio aggiornamento del motore J-2, montato sul Saturno V durante il programma Apollo e a cui Rocketdyne stava già lavorando dal 2006 grazie ad un precedente contratto. Con questo nuovo contratto, il numero di motori richiesti è stato portato ad otto.

ATV verso Kourou 23 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Il primo modello di ATV (Automatic Transfer Vehicle), battezzato “Jules Verne” ha completato le prove finali presso la sede ESA di ESTEC a Noordwijk in Olanda. Il pezzo è poi partito il 17 luglio da Rotterdam per raggiungere la base di Kourou su una nave cargo Francese. Il veicolo è suddiviso in tre grandi container, che si affiancheranno ai numerosi carichi di materiale, attrezzi e documentazione. L’ATV verrà impiegato come strumento automatico per trasportare materiale di supporto da terra verso la Stazione Spaziale Internazionale. I suoi motori gli permettono anche di variare l’orbita della Stazione tramite la loro accensione. Al termine della missione, viene caricato con i materiali di scarto dalla ISS per poi distruggersi nel rientro nell’atmosfera. E’ il più grande veicolo spaziale automatizzato mai costruito dall’ESA, pesando ben 20 tonnellate.

Discovery: data partenza a rischio 19 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 Rischia di slittare il lancio del Discovery che il 23 ottobre dovrebbe partire per una missione sulla Stazione spaziale internazionale. La Nasa ha annunciato di aver deciso di sostituire una o piu’ parti del carrello d’atterraggio destro dello shuttle che hanno mostrato segni di cedimento. Incerta la durata dei lavori. La missione di 13 giorni prevede il trasporto del modulo Nodo 2, chiamato Harmony e costruito in Italia. Fra i sette astronauti, l’italiano Paolo Nespoli.

Cade un meteorite in Peru’, si diffonde una misteriosa epidemia 18 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

 

Gli abitanti del villaggio di Puno, in una regione peruviana prossima al confine con la Bolivia, sono terrorizzati dal diffondersi di un improvviso malessere che ha colpito molti di loro dopo che nella loro zona si è verificata la caduta di un meteorite. Intorno al mezzogiorno di domenica scorsa, la gente ha udito un’esplosione e visto una “palla di fuoco” (secondo alcuni si trattava di un aereo) precipitare a terra in uno dei loro campi, sulle Ande nella regione di Desaguadero.

Il giorno dopo, gran parte degli abitanti sono stati colpiti da forti mal di testa e conati di vomito, dopo aver avvertito uno “strano odore” diffondersi nell’aria, secondo quanto riferisce l’ufficiale sanitario locale Jorge Lopez, intervistato dalla radio peruviana RPP. Anche sette agenti di polizia inviati sul posto a investigare sono stati colpiti dallo stesso malessere e hanno dovuto essere ricoverati in ospedale sotto la tenda a ossigeno.

Nella zona sono state inviate squadre di ricerca ed esperti. L’oggetto precipitato al suolo ha aperto un cratere largo una trentina di metri e profondo sei, secondo il funzionario locale Marco Limache. “Dal cratere è uscita acqua bollente e si sono sparse all’intorno ceneri e particelle di roccia. La gente del posto è molto spaventata”, ha aggiunto.

L’UNIVERSO BAMBINO FATTO DI STELLE ‘FILANTI’ 13 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

 

Le prime stelle che si sono accese nell’universo avevano probabilmente un aspetto molto diverso rispetto a quelle che vediamo oggi: erano lunghi filamenti modellati dalla materia più abbondante e misteriosa del cosmo, la materia oscura. E su questa materia invisibile, ancora praticamente sconosciuta, le primissime stelle sarebbero in grado di raccontare molte cose. Ne sono convinti gli autori della ricerca pubblicata su Science, che hanno simulato la nascita delle stelle con l’aiuto di un supercomputer. “Abbiamo dimostrato che le proprietà delle stelle dipendono in modo critico dalla natura, attualmente sconosciuta, della materia oscura”, scrivono gli autori della ricerca, i fisici Liang Gao, dell’università britannica di Durham, e Tom Theuns, dell’università belga di Anversa.Quando i telescopi del futuro riusciranno a vedere le stelle nate subito dopo il Big Bang, sarà possibile anche avere informazioni dirette sulle caratteristiche della materia oscura. Dopo il Big Bang l’universo si è espanso rapidamente ma per circa cento milioni di anni è stato uniforme e buio. Poi la materia oscura ha cominciato a formare delle strutture e la spinta della sua gravità ha favorito la formazione e la condensazione di aggregati di idrogeno, elio e litio, fino alla formazione delle prime stelle. Per il momento del motore che ha dato origine a questo processo, la materia oscura, si sa che è la più abbondante nell’universo: mentre la materia visibile, quella di cui sono fatti stelle, pianeti e l’uomo stesso, è pari ad appena il 5% dell’universo, la materia oscura, chiamata così perché non interagisce con la luce, è almeno cinque volte più abbondante, pari al 25% dell’universo.

Il restante 70% è composto da una forma di energia ancora più misteriosa, l’energia oscura. Della materia oscura si sospetta che potrebbe essere di due tipi: “calda”, ossia composta da particelle in rapido movimento (in questo caso avrebbe plasmato le prime stelle dando loro la forma allungata che ipotizza la simulazione fatta al supercomputer); oppure “fredda”, ossia composta da particelle in lento movimento. In quest’ultimo caso le prime stelle sarebbero stati degli agglomerati di gas. A rispondere saranno i telescopi di nuova generazione, come il satellite europeo Planck, il cui lancio è previsto nel 2008, e il satellite B-Pol, allo studio di un gruppo internazionale di cui fa parte l’università di Roma La Sapienza. Solo strumenti potenti come questi potranno guardare tanto lontano da vedere le prime stelle.

“Se la materia oscura è calda, alcune stelle primordiali potrebbero vagare intorno alla nostra galassia”, osserva Theuns. Perciò i telescopi spaziali del futuro potrebbero vedere costellazioni dall’aspetto bizzarro, composte da lunghi filamenti luminosi. Per il fisico “é una prospettiva entusiasmante conoscere la natura della materia oscura studiando le stelle più antiche”.

 ansa

Parte satellite con ‘guinzaglio’ 13 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

 

‘Meno uno’ alla partenza del minisatellite italiano ‘con guinzaglio’ Yes2, realizzato dall’universita’ di Modena e Reggio Emilia.Dalla base di lancio russa di Baikonur, partira’ anche l’esperimento basato su microrganismi capaci di vivere in condizioni estreme. Yes2 testera’ il ritorno a terra di Fotino, capsula che, legata al resto del satellite con una sorta di lunghissimo guinzaglio, sperimentera’ nuove modalita’ di decelerazione nella fase di rientro.

 ansa

Pianeta vive dopo esplosione stella 12 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Un pianeta esterno al Sistema Solare e’ sopravvissuto all’esplosione della sua stella, diventata una gigante rossa.La stella liberando idrogeno racchiuso nel suo nucleo ha investito i pianeti vicini come potrebbe accadere al Sole e alla Terra fra 5 miliardi di anni. La scoperta, che da’speranza al futuro della Terra che potrebbe farcela dopo l’esplosione del sole come il pianeta 391 Pegasi b, e’ tutta italiana.

Nuovo logo dell’associazione Spaziando 8 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

E’ nato oggi il nuovo logo dell’Associazione Spaziando, un logo semplice e stilizzato che racchiude la nostra passione per lo spazio, un logo che vuole riflettere la nostra semplicità ma allo stesso tempo la nostra efficacia nel divulgare e discutere su tutto ciò riguardi lo spazio e le missioni spaziali.

 

Marte, si ‘risvegliano’ i due robot 8 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

I due robot inviati su Marte sembrano essersi risvegliati dal ‘letargo’ in cui li ha indotti la Nasa, annuncia lo stesso ente spaziale. Le tempeste di vento hanno rimosso la polvere dai pannelli solari di uno dei due automi inviati su Marte per esplorarne la superficie che funzionano da 3 anni anche se progettati per 3 mesi. Il robot Opportunity si prepara a raggiungere il cratere Vittoria, di quasi 1km di diametro, mentre Spirit si e’ arrampicato su una formazione di roccia stratiforme.

FONTE ANSA

Spazio: partnership Asi/Fermilab 7 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

Nasce un accordo di collaborazione tra l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e lo statunitense Fermi national accelerator laboratory (Fermilab). L’accordo e’ stato discusso dal presidente dell’Asi, Bignami, e il direttore del FermiLab, Oddone. Prevede la collaborazione scientifica in settori come l’astrofisica delle alte energie, la fisica fondamentale e la fisica nucleare, e la possibilita’ per l’Asi di inviare ricercatori italiani al Fermilab di Batavia (Illinois) per periodi di studio e ricerca.

Italiano conferma teoria Einstein 7 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

Uno studio italiano conferma la teoria della relativita’ generale di Einstein e si guadagna la copertina di Nature.Autore della ricerca, basata in gran parte sui dati del satellite Lageos-2 dell’Agenzia Spaziale Italiana, e’ il fisico Ignazio Ciufolini. I dati hanno permesso di ottenere misure straordinariamente accurate relative al fenomeno del gravitomagnetismo, per il quale un corpo in rotazione ‘trascina’ con se’ i sistemi di riferimento inerziali.

Kazakistan: stop lanci da Baikonur 6 settembre, 2007

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Il Kazakistan ha annunciato la sospensione dei lanci di satellite con il vettore Proton dal cosmodromo di Baikonur. La sospensione viene annunciata dopo il fallimento del lancio del satellite giapponese per telecomunicazioni JCSat con il vettore russo Proton M. ‘Un lancio fallito del Proton M significa la sospensione automatica di questi lanci da Baikonur fino a quando non si chiariranno tutte le circostanze. Lo prevede un accordo russo kazako’, riferisce il Kazakistan.

Operativo il modulo Genesis 2 21 agosto, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

genesis-ii.jpggenesis-ii2.jpg

Il 28 Giugno un lanciatore Dnepr ha portato in orbita il modulo Genesis 2 di Bigelow Aerospace, una società Americana con sede a Las Vegas. Si tratta di un modulo spaziale gonfiabile lungo 4.4m con un diametro di 2.54m. A bordo è provvisto di numerose telecamere per l’invio di immagini e filmati a terra e degli interessanti carichi paganti fra cui una scatola che ospita degli insetti per osservare il loro comportamento in microgravità, ed uno “Space Bingo” completo di meccanismo per estrarre a sorte le palline. Genesis ospità inoltre un particolare sistema che permette di proiettare immagini sulla parte esterna del modulo. Il gonfiaggio è avvenuto secondo i piani ed il modulo è ora completamente operativo e funzionante assieme al suo predecessore Genesis 1 che è stato lanciato nel Luglio 2006 ed è ancora operativo.

Si tratta di uno dei primi esperimenti per la creazione di infrastrutture a basso costo per supportare il turismo spaziale.

Firmati gli accordi per i nuovi lanciatori ESA 21 agosto, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

europe-ngl.jpgarianev.jpg

E’ stato siglato a fine giugno il contratto per il lancio del programma per i concept dell’European Next Generation Launcher (NGL) e per lo sviluppo dell’European Intermediate Experimental Vehicle (IXV). Saranno coinvolte 43 industrie degli 11 paesi membri dell’ESA per un valore complessivo di 20 milioni di dollari. Si inizierà studiando le varie opzioni per lo sviluppo dell’NGL  che si spera potrà diventare operativo nel 2020. L’IXV invece servirà come testbed per testare le nuove tecniche di rientro automatico in acqua e dei nuovi sistemi elettronici integrati. Il lancio è previsto per il 2010 a bordo di un Vega modificato che partirà da Kourou e rientrerà nell’Oceano Pacifico in maniera completamente automatica. Il progetto NGL ci riguarda molto da vicino perchè la nuova società creatasi nel 2006, la “NGL Prime spa” è una joint venture composta al 70% da EADS Astrium e al 30% da Finmeccanica con sede a Torino.

Rimanendo però in tema di lanciatori Europei, la Avio ha appena firmato al Salone di Le Bourget il contratto per la motorizzazione di altri 35 vettori Ariane 5. Avio svilupperà insieme ai suoi partner i due booster laterali a combustibile solido e la pompa dell’ossigeno liquido per i motori principali, arrivando così a costruire il 16% dell’intero vettore. Ariane 5 quindi rimarrà in produzione fino al 2015 con il nuovo lotto in consegna dal 2010. Si prevedono 7 lanci all’anno dagli attuali 5.

Ancora un rinvio per DAWN 9 luglio, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

07/07/07, una data che ha suscitato molti miti e molte superstizioni negli ultimi giorni, fra servizi speciali al telegiornale e un boom nella consultazione della numerologia.

Di questa data però, che è stata solamente 2 giorni fa, si sa una cosa di certo: Il lancio della sonda DAWN è stato ulteriormente rinviato, questa volta per Settembre. Questa futuristica sonda propulsa da tecnologie sperimentali all’avanguardia doveva essere lanciata il 7 Luglio, ma i dirigenti della NASA assieme ai capi del programma DAWN hanno deciso di rinviare ulteriormente il lancio a Settembre.

Sono state date 2 ragioni precise.

La prima è che le potenzialità di lancio e di manovra a Luglio erano molto limitate, e la seconda è che la missione poteva entrare in conflitto con le preparazioni per il lancio della prossima sonda Americana su marte: Phoenix, previsto per i primi di Agosto.

Comunque sia gli obiettivi della missione DAWN rimangono invariati, speriamo in un lancio positivo la prossima volta

Ritardi per DAWN 2 luglio, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

dawn.jpgdawn_mission.jpg

Il lancio del vettore Delta 2 con a bordo la sonda DAWN previsto per il 30 giugno è stato ulteriormente rimandato al 7 luglio di quest’anno, ossia fra 5 giorni dalla pubblicazione di questa notizia. Il rimando è dovuto alla rottura di una gru nel complesso 17A del Kennedy Space Center da cui doveva avvenire il lancio. Il vettore però, fortunatamente non ha riportato danni nell’incidente. La partenza di DAWN era prevista inizialmente per Gennaio 2006, ma era poi stata cancellata per problemi tecnici e mancanza di fondi, ma dopo le proteste della comunità scientifica, era stata riprogrammata.

La sonda DAWN è il secondo esperimento della NASA con motori a ioni, infatti essa utilizza una versione migliorata dei motori derivati dalla sua “cugina” Deep Space 1. I motori procederanno alternandosi nel produrre spinta in modo che la sonda possa procedere a spirale (vedere grafico) fino a raggiungere i suoi obiettivi: le asteroidi Ceres e Vesta, corpi celesti rimanenti dalla creazione iniziale dell’universo. Le loro composizioni molto contrastanti ci fanno pensare che provengono da zone molto distanti e diverse dell’universo. Lo scopo di questa missione, oltre a quello di perfezionare la tecnologia dei motori a ioni per un futuro impiego su navi interstellari capaci di viaggiare a velocità prossime a quella della luce, è di studiare le origini del nostro universo, e le due asteroidi sono ricche di informazioni a riguardo.

Se verrà rispettata la data fissata di lancio, DAWN dovrebbe raggiungere Vesta nell’Ottobre 2011, per poi ripartire nell’Aprile 2012 alla volta di Ceres, che raggiungerà nel Febbraio 2015. E’ possibile che si aggiungano altre asteroidi e corpi celesti alla missione.

Sistema Solare in movimento 16 maggio, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

heliosphere02.jpg

Nuovi modelli teorici elaborati di recente suggeriscono che il nostro Sistema Solare sia in continuo spostamento intorno alla galassia inclinato di circa 90° rispetto ad essa. Infatti il campo magnetico della galassia che circonda il nostro sistema non è parallelo ad essa, ma bensì ad un angolo piuttosto acuto, scoperto osservando l’Eliosfera che circonda il Sistema Solare. L’Eliosfera è composta dalle particelle di vento solare e radiazione emanate dal Sole, che mentre viaggia per la galassia viene distorto dal flusso di particelle interstellari che incontra in forma ellittica fino a raggiungere Plutone. Dati raccolti dalle sonde Voyager 1 e 2 inoltre rivelano che la curvatura dell’Eliosfera sono diverse nella parte nord che è spinta verso fuori ed in quella sud che rientra verso il sistema. Da quì si è riusciti a calcolare l’inclinazione del campo magnetico della galassia attorno al nostro sistema.

E’ stato calcolato che il Sistema Solare compie un’orbita attorno alla Via Lattea ogni 62 milioni di anni, uscendo al suo apogeo dal campo magnetico della galassia che lo protegge dalle radiazioni e particelle presenti nello spazio. Si stanno ipotizzando molte congetture che legano questa esposizione allo spazio con l’estinzione di molte forme di vita sulla terra

Aperto il bando per Ares I 5 maggio, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

A fine marzo è stato lanciato da Boeing il bando di concorso per aggiudicarsi il contratto di produzione dell’upper stage, o stadio finale del vettore Ares I che trasporterà in Orbita Terestre la capsula Orion (che verrà usata come rimpiazzo dello Shuttle e come veicolo per le prossime missioni lunari) e il suo equipaggio entro il 2020. Fra i fornitori più importanti troviamo: United Technologies Corp, Moong Inc, Northrop Grumman Corporation, Orion PRopulsion Inc, SUMMA TEchnology Inc, Chickasaw Nation Industries, United Space Alliance e United Launch Alliance

Lanciato il programma SF-01 30 aprile, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

E’ stata istituito il consorzio Spacefleet, un gruppo composto da ingegneri, tecnici e studiosi provenienti da Regno Unito, Germania e Ucraina per la ricerca e lo sviluppo di un velivolo spaziale commerciale per scopi di turismo chiamato SF-01. La navetta dovrebbe essere progettata seguendo un profilo “lifting body” con fusoliera in titanio lunga 14m ed apertura alare anch’essa di 14m ed un peso al decollo di circa 50 tonnellate. Il mezzo dovrebbe essere in grado di trasportare 8 passeggeri e 2 piloti in voli suborbitali turistici, propulso da quattro motori a “Vortex Combustion” alimentati da idrogeno ed ossigeno liquido. Il decollo potrà avvenira sia in verticale che in orizzontale usufruendo di una rampa, raggiungendo una quota di apogeo di 340km che offrirà ai fortunati passeggeri 6 minuti e mezzo di assenza di peso. Il rientro avverà in maniera analoga a quella dello Shuttle con una planata verso la base ed un atterraggio convenzionale. Il velivolo dovrebbe essere sviluppato in circa 3 anni con il prezzo del biglietto iniziale che si aggira intorno ai 120.000 euro, ossia la metà del prezzo offerto da Virgin Galactic per un volo sulla Space Ship II.

Ulteriori dati tecnici ed informazioni sul nostro forum!

Accordo fra Virgin Galactic e Swedish Space 6 aprile, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

E’ stato siglato l’accordo fra la Swedish Space e la Virgin Galactic di Richard Branson per lo sviluppo del loro secondo spazioporto commerciale: lo Spaceport Sweeden, basato all’aeroporto di Kiruna in Svezia. Si potrà dunque partire per voli commerciali di turismo spaziale utilizzando la navicella composita White Knight 2 e Space Ship 2 (attualmene in fase di progettazione) anche dall’Europa, assieme alla loro prima base in Nuovo Messico USA. L’accordo prevede inoltre l’utilizzo del veicolo White Knight 2 per il lancio di razzi scientifici sviluppati dalla Svezia direttamente dalla quota di 15000 metri, prolungando l’esposizione degli esperimenti alla microgravità

Nuova postazione lancio Soyuz a Kourou 6 aprile, 2007

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

soyuz.jpg

Sono iniziati da poco i lavori di preparazione del terreno per la nuova base di lancio del vettore Russo: Soyuz nella base di Kourou in Guyana Francese, sede di lancio principale del programma Europeo: Ariane. La nuova rampa di lancio dovrebbe permettere il lancio del vettore per trasporto leggero Soyuz direttamente dalla base Europea, senza dover ricorrere alla classica base di Baikonur.

Purtroppo a causa di errori di valutazione nella costruzione del deflettore del getto che hanno portato significativi ritardi ai lavori preparatori della base. Conclusa l’inaugurazione del sito, si inizierà ora con il montaggio della struttura di lancio proveniente direttamente dalla Russia. Il primo lancio del Soyuz dalla base Europea è dunque slittato da Novembre 2008 ai primi mesi del 2009

Dato per perso il Global Mars Surveyor 24 novembre, 2006

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

“Probabilmente perduto e irrecuperabile”, hanno detto gli ingegneri della NASA riferendosi alla sonda Global Mars Surveyor, la veterana tra le sonde di esplorazione del pianeta Marte, lanciata nello spazio esattamente 10 anni fa. Dal 2 novembre scorso è infatti impossibile contattare la sonda, che, secondo quanto è dato sapere, ha avviato la “modalità sicura” di funzionamento a causa di un problema con il controllo dei pannelli solari che le forniscono energia. Proprio questa circostanza – spiegano i tecnici della NASA – renderebbe impossibile la comunicazione.
“Non abbiamo ancora esaurito i tentativi possibili, ma nonostante ciò riteniamo che le prospettive di recupero non siano affatto rosee”, ha spiegato Fuk Li, che coordina il programma di esplorazione di Marte presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, California.
Una volta data per scontata la fine prossima della sonda, si comincia a fare un bilancio della sua attività. La sua potente fotocamera ha inviato a Terra migliaia di immagini del Pianeta Rosso, alcune delle quali sono risultate fondamentali per dedurre la presenza di acqua sulla superficie.
“Il Global Mars Surveyor ha lasciato un’eredità scientifica incredibile, non solo per le scoperte che sono già state effettuate, ma anche e soprattutto per quelle che potranno emergere in futuro dall’analisi dei dati che ha raccolto.”

Dato per perso il Global Mars Surveyor 24 novembre, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
comments closed

“Probabilmente perduto e irrecuperabile”, hanno detto gli ingegneri della NASA riferendosi alla sonda Global Mars Surveyor, la veterana tra le sonde di esplorazione del pianeta Marte, lanciata nello spazio esattamente 10 anni fa. Dal 2 novembre scorso è infatti impossibile contattare la sonda, che, secondo quanto è dato sapere, ha avviato la “modalità sicura” di funzionamento a causa di un problema con il controllo dei pannelli solari che le forniscono energia. Proprio questa circostanza – spiegano i tecnici della NASA – renderebbe impossibile la comunicazione.
“Non abbiamo ancora esaurito i tentativi possibili, ma nonostante ciò riteniamo che le prospettive di recupero non siano affatto rosee”, ha spiegato Fuk Li, che coordina il programma di esplorazione di Marte presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, California.
Una volta data per scontata la fine prossima della sonda, si comincia a fare un bilancio della sua attività. La sua potente fotocamera ha inviato a Terra migliaia di immagini del Pianeta Rosso, alcune delle quali sono risultate fondamentali per dedurre la presenza di acqua sulla superficie.
“Il Global Mars Surveyor ha lasciato un’eredità scientifica incredibile, non solo per le scoperte che sono già state effettuate, ma anche e soprattutto per quelle che potranno emergere in futuro dall’analisi dei dati che ha raccolto.”

Branson annuncia la Space Ship Two 29 ottobre, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

ss2.jpgspaceshiptwo_concept.jpg

Il 28 settembre, Richard Branson ha annunciato il progetto Space Ship Two alla fiera NextFest di Newyork. Dopo i due voli compiuti da Space Ship One nel 2004, Branson aveva lanciato la Virgin Galactic, che investirà 250 milioni di dollari nella creazione di un programma che offrirà voli regolari verso lo spazio per turisti paganti o carichi scientifici. 5 esemplari di Space Ship Two e 2 di White Knight Two ( l’aereo derivato dal predecessore White Knight che servirà a portare in quota la navetta ) sono ora in costruzione presso la Scaled Composites di Burt Rutan nel deserto del Mojave in California; il rollout previsto per fine 2007, primi collaudi nel 2008 e volo inaugurale alla fine del 2009.

Il primo potenziale cliente della navetta è un inglese di nome Alan Watts, che avendo accumulato 2 milioni di miglia con la Virgin Atlantic ha deciso di provare l’ebrezza di volare su Space Ship Two. Un volo regolare costerà circa 200.000 dollari, e vi sono già state 200 prenotazioni confermate più altri 65.000 potenziali richieste. La Virgin ha già sottoscritto un accordo con lo stato del Nuovo Messico ( USA ) dove prevede di costruire la propria base operativa di lancio: Spaceport America, ma la combinazione di WK2 e SS2 fa si che si potrebbe partire da qualunque nazione conceda l’autorizzazione; alcuni contatti sono già stati stabiliti con Regno Unito, Svezia ed Australia.

Space Ship Two è grande 3 volte il suo predecessore Space Ship One, offrendo una cabina delle dimensioni di un Gulfstream IV che potrà accomodare due piloti e sei passeggeri, i quali potranno lasciare una volta nello spazio i propri sedili Anti-G e galleggiare in assenza di peso per un periodi di 5 minuti. I sedili sono un modello particolare progettato da Burt Rutan, trattasi di sedili autoreclinanti che si orientano automaticamente a seconda della fase di volo: 60° per il lancio, orizzontali per il rientro in atmosfera e dritti per l’atterraggio. Vi saranno inoltre 15 finestrini per offrire una veduta completa dello spettacolo offerto dalla Terra.

La navetta viene portata in quota da White Knight 2, un aereo delle dimensioni di un B757 con una cabina identica a quella di SS2 per poter addestrare i passeggeri al loro volo. Il distacco di SS2 avviene a circa 18.000 metri, quando accende il proprio motore e procede con un accellerazione di 4G fino ad una quota di 110km dalla terra per poi rientrare a fine missione ( che dura circa 2 ore e mezza ) in volo librato.

Questo tipo di volo è sostenibile dall’85% della popolazione dai 10 agli 80 anni. A differenza del predecessore Space Ship One che aveva accusato problemi di incontrollabilità da parte del collaudatore Mike Melvill, presente alla fiera, la nuova navetta sarà estremamente docile nei movimenti e molto più gestibile. I sistemi di propulsione sono garantiti da Branson per essere a bassa emissione di CO2, avendo così una navetta “verde”.

Altri 16 pianeti esterni al sistema solare 5 ottobre, 2006

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

Diventa sempre più numerosa la famiglia dei pianeti esterni al Sistema Solare: agli oltre 200 pianeti già noti se ne aggiungono 16, scoperti da un gruppo internazionale di astronomi, fra i quali numerosi italiani. Nell’articolo, pubblicato su Nature, viene descritto anche un sottogruppo molto particolare di pianeti extrasolari: dei 16 appena scoperti, cinque ruotano attorno alla loro stella con una velocità estrema, addirittura inferiore a 12 ore. Si tratta di una nuova classe di pianeti giganti, chiamata di “ultra breve periodo”, hanno detto gli autori del lavoro, coordinato da Kailash Sahu, dello Space Telescope Science Institute negli Stati Uniti.

A permettere la scoperta è stato il telescopio spaziale Hubble, che per una settimana ha analizzato circa 180.000 stelle. Finora sono stati circa 200 i pianeti extrasolari scoperti intorno a stelle non lontane da noi, individuati sia con la tecnica dell’effetto Doppler, cioé analizzando la variazione della velocità radiale della stella causata dal moto di un eventuale pianeta sia attraverso i transiti dei pianeti che causano un oscuramento della superficie della stella. “Quest’ultimo metodo è stato utilizzato durante la ricerca” ha spiegato Alvio Renzini dell’osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che ha collaborato allo studio.

L’importanza della scoperta, ha osservato Renzini, è duplice: da un lato ha confermato l’efficacia del metodo dei transiti, dall’altro è la prima volta che vengono individuati oggetti con un periodo orbitale così breve. Il periodo orbitale dei 16 candidati pianeti infatti va da 0,4 fino a 4,2 giorni, ma sono solo 5 che impiegano meno di un giorno per ruotare intorno alla loro stella, una velocità di rotazione che, sottolineano gli autori, potrebbe addirittura causare la distruzione di questi oggetti per evaporazione.

I corpi gioviani, chiamati così per le dimensione e la consistenza a quella di Giove, potrebbero tuttavia non essere dei pianeti perché anche altre situazioni potrebbero causare oscuramenti temporanei delle stelle, ad esempio i transiti in un sistema di stelle binario. Ma comparando le informazioni della ricerca con precedenti studi condotti sull’ammasso globulare Tucano 47 che ha esaminato i transiti in 11 sistemi binari è emerso che “il 45% dei 16 candidati dovrebbero essere pianeti genuini e due sarebbero gli ultraveloci”.

Nel 2040 l’uomo su Marte 4 ottobre, 2006

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Ritorno sulla Luna e nel 2040 l’uomo su Marte: e’ il futuro della corsa spaziale delineato al Congresso Internazionale di Astronautica. La rassegna e’ in corso a Valencia. Il direttore esecutivo della Federazione Internazionale dell’Astronautica Philippe Willekens ha spiegato che uno degli obiettivi prioritari nei prossimi dieci anni ‘sara’ ritornare alla Luna ed alle esplorazioni’. Il direttore dell’Esa Dordain ha lasciato aperta la porta ad un possibile viaggio umano su Marte per il 2040.

Expedition 13 ritorna a terra 28 settembre, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

soyuz-tbm.jpg

Oggi alle 21.14 ora locale a Baikonur il comandante della Soyuz-TBM Pavel Vinogradov ha effettuato l’atterraggio nella steppa del Kazhakistan. La missione Expedition 13 è qiundi giunta alla fine, al suo posto è iniziata la missione Expedition 14 con lo shuttle Atlantis. Assieme a Vinogradov e Williams era presente anche la turista spaziale Americana Anoushesh Ansari che spenderà 8 giorni a bordo della stazione assieme all’equpiaggio della Expedition 14. Vinogradov e Williams rimarranno ora qualche settimana a Star City per il debriefing missione e gli accertamenti medici post-atterraggio 

Chirurgia senza gravità 27 settembre, 2006

Posted by U.Guidoni in Missioni.
comments closed

Tre chirurghi assistiti da due anestesisti e da un team di paracadutisti dell’esercito si apprestano ad eseguire un’operazione davvero insolita e con problematiche inusuali per una comune sala operatoria. Si tratterà infatti del primo intervento effettuato in assenza di gravità. I medici e il paziente saranno imbragati in modo da non fluttuare come siamo abituati a veder fare agli astronauti. Gli strumenti, miniaturizzati, verranno ancorati grazie all’uso di magneti. Al coraggioso volontario che metterà a disposizione il proprio corpo per questo esperimento sarà asportato un tumore dall’avambraccio.

IL VOLO – Il tutto si svolgerà su un Airbus 300 appositamente allestito, che effettuerà una serie di parabole paragonabili a quelle delle montagne russe per creare tra i venti e i ventidue secondi di assenza di peso all’apice della curva e ripeterà la procedura per circa trenta volte durante le tre ore di volo previste. Il pool di medici sarà quindi obbligato a interrompere il proprio delicato compito ogni volta che la gravità riprenderà e ad attendere che le condizioni previste vengano ripristinate. Anche se, al momento, non è prevista la presenza di personale medico a bordo delle navicelle spaziali, questa operazione fa parte di un progetto di sviluppo di robot chirurgici in grado di operare nello spazio guidati via satellite dalla Terra. Il progetto si concluderà entro il 2007 con il sostegno dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA):

POSSIBILI APPLICAZIONI – Innanzitutto la possibilità di fornire assistenza medico-chirurgica a eventuali astronauti feriti, senza dover interrompere la missione e senza costringere l’intero equipaggio a un rientro rischioso e costoso. Inoltre le agenzie spaziali di tutto il mondo auspicano che entro il 2020 venga fondata una base spaziale permanente, anche se non abitata, sulla Luna al fine di condurre ricerche, utilizzare le risorse lunari, imparare a vivere sul suolo del nostro satellite e testare tecnologie per future missioni su Marte. A breve termine, invece, l’utilizzo di robot chirurghi potrebbe avere usi innovativi e utili sulla Terra, per esempio nell’eventualità di feriti in luoghi di difficile accesso quali miniere, palazzi distrutti dal terremoto o anche nel caso di missioni al Polo Nord.

Sonda SMART-1 impatta sulla superficie lunare 3 settembre, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

smart-1.jpgsmart-1-engine.jpg 

Presto questa mattina, la sonda Europea SMART-1 ha impattato con la superficie lunare, terminando il suo ciclo operativo che va avanti da più di un anno. L’impatto ha prodotto un brillante flash, che è stato possibile vedere anche da terra utilizzando un telescopio abbastanza potente. La missione e la sua curiosa fine è stata monitorata costantemente dal centro ESOC situato a Dramstadt in Germania. La missione SMART-1 è stata lanciata nel 2004, ed è entrata in orbita lunare nell’inizio del 2005 dopo numerose prove. Questa sonda aveva lo scopo di studiare a fondo la morfologia e la composizione del terreno lunare. Per circa un anno e mezzo SMART-1 ha orbitato il nostro satellite, raccogliendo dati sulla topografia del suolo e inviando numerose foto sulla terra, oltre che raccogliere grandissime quantità di dati sulla nostra luna. L’innovazione di questa sonda si trova sopratutto nel suo sistema propulsivo. Essa è infatti la prima sonda automatica a propulsione solare. Tramite due pannelli fotovoltaici, la sonda raccoglie l’energia solare e la utilizza per far funzionare il suo motore a ioni, permettendo un viaggio dalla terra alla luna con solamente 6 litri di carburante.

Per ulteriore informazione ed approfondimento sulla missione visitate: www.esa.int

Plutone declassato da pianeta 24 agosto, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

plutone2.jpgplutone1.jpg

Dall’assemblea generale della Unione Astronomica Internazionale a Praga ci sorge questa sbalorditiva notizia: Plutone è stato declassato, da oggi non è più un pianeta ma un Pianeta Nano. Dunque diminuisce a 8 il numero di pianeti nel nostro sistema solare.

Il rappresentante Italiano all’assemblea ha dichiarato: “Abbiamo deciso di restituirgli dignità, definendolo un pianeta nano”. Con questo si intende che plutone ha comunque le caratteristiche di un pianeta come la forma tonda e la presenza di gravità, ma le sue dimensioni e la sua orbita eccentrica non gli permettono di essere un vero e proprio pianeta, dunque rimane uno dei tanti piccoli ogetti che si trovano oltre l’orbita di Nettuno. Ora bisogna vedere se questa definizione di pianeta nano sarà estesa anche agli altri 3 corpi celesti candidati al nome di pianeta nel Sistema Solare, ipotizzando un sistema ora a 11 pianeti.

Si chiamerà “Orion” la nuova navicella per la luna 23 agosto, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

orion1.jpgorion2.jpg
Una rivelazione inaspettata dell’astronauta americano Jeffey Williams ci annnuncia che il nuovo veicolo per le future missioni lunari in fase di ricerca da parte della NASA nome come molti dati relativi al veicolo sono strettamente segreti e riservati alla NASA. Williams, attualmente in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale, durante un’intervista in diretta TV si è fatto scappare il nome del futuro veicolo lunare che potrà anche essere impiegato per le future missioni su Marte o per missioni in Orbita Bassa per rifornire la Stazione Spaziale. Orion sarà costruito dalla Lockheed Martin e incorporerà le migliori funzionalità dei programmi Apollo e Shuttle. L’Orion è un progetto sperimentale ancora in fase di sviluppo, il primo lancio stimato per il 2014, mentre la prima missione Lunare sarà per il 2020 si chiamerà “Orion”.

Misterioso cratere in Siberia 9 agosto, 2006

Posted by U.Guidoni in Scoperte.
comments closed

Un’aura di mistero avvolge la taiga siberiana. Una spedizione scientifica ha infatti scoperto che sotto il cratere di pietra calcarea con cupola al centro che svetta in un angolo remoto della zona si nasconde “una sostanza o un oggetto” di metallo con 35-40 metri di diametro. E così la prossima estate gli esperti ritorneranno al cratere Potomski e lo trivelleranno nel tentativo di svelarne una volta per tutte l’imperscrutabile segreto. Naturalmente gli ufologi sono convinti si tratti di un disco volante caduto ma gli esperti sono più concreti: là sotto c’è un frammento di “stella di neutroni” dall’enorme densità.

Per sapere cosa effettivamente sia quel metallo segnalato da una “anomalia magnetica” a 100-150 metri di profondità ci vorrà dunque ancora un anno. Al momento la spedizione di esperti (composta da 9 scienziati e tre giornalisti del tabloid ‘Komsomolskaia Pravda’ e del primo canale televisivo) ha accertato che cosa il cratere – alto 75 metri mentre la cupola ha un diametro di 15 – senz’altro non è.

Malgrado l’apparenza il Potomski non è un vulcano (da quelle parti non c’è la minima traccia di attività vulcanica) e contrariamente a quanto finora ipotizzato non ha nulla da spartire con il “mistero della Tunguska” e cioè con l’esplosione a otto chilometri dal suolo (provocata da una cometa, da un asteroide roccioso o magari da un’astronave aliena?) che la mattina del 30 giugno 1908 sconquassò la Siberia orientale devastando 2.150 chilometri quadrati di foresta nelle vicinanze del fiume Tunguska. Un possibile collegamento con l’apocalittica deflagrazione di 98 anni fa, avvenuta ad appena 600 chilometri di distanza, è stato scartato del tutto perché uno studio accurato della vegetazione attorno ha stabilito che il cratere fa bella mostra di sé nella taiga da circa 250 anni. La spedizione scientifica ha bocciato anche l’idea che l’enigmatico cratere – localizzato nel 1949 da un geologo ancora in vita, Vadim Kolpakov, preso nella mappatura di quelle lande impervie – possa essere stato costruito da qualche antica e oscura civilta’ poi scomparsa nel nulla. L’uomo non c’entra, è opera della natura.

In base alle segnalazioni di Kolpakov una prima spedizione era stata già organizzata l’anno scorso dall’Accademia russa delle Scienze ma non aveva dato i frutti sperati: lo scienziato a capo dell’impresa – Ievgheni Vorobiov – morì infatti all’improvviso di infarto durante la marcia di avvicinamento, a ulteriore conferma di che cosa sussurrano gli yakuti e cioè che quello è un posto maledetto, evitato anche dalle bestie. Secondo la teoria al momento più accreditata il cratere si è con ogni probabilità formato quando un frammento superpesante di “stella di neutroni” è piombato fragorosamente a terra dalle profondità cosmiche.

Come spiegare però la dinamica che ha dato vita al “nido delle aquile di fuoco”? Non è facile. Ed è per questo che alcuni scienziati russi congetturano che il frammento sia caduto al largo delle coste del Cile e abbia trafitto tutta la Terra prima di fermarsi nelle viscere della desolata Siberia, ad appena un centinaio di metri dalla superficie.

Modulo Columbus pronto al lancio 23 giugno, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

Il 2 Maggio a Brema ha avuto luogo la cerimonia per il completamento del modulo Europeo “Columbus”, il contributo europeo più importante per la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale. Ora il modulo si trova già nella base spaziale Kennedy in Forida pronto al lancio verso la stazione che dovrà avvenire nella seconda metà del 2007.
Il modulo è un laboratorio multifunzione con una vita operativa stimata di 10 anni, lungo 8 metri e con un diametro di 4.5. All’interno troviamo 12 armadi con dentro diverse apparecchiature scientifiche per condurre una vasta gamma di esperimenti.

Primo satellite del Taiwan in orbita 22 giugno, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

Il 14 Aprile è stato lanciato un Minotaur fornito dalla USAF contenente il sistema FORMOSAT3/COSMIC ( Constellation Orbserving System for Metereology, Ionosphere and Climate ) destinato all’orbita bassa di 600km dalla superficie terrestre. I satelliti di questa costellazione sono stati costruiti dalla società Taiwanense NSPO in congiunta con l’University Corporation for Atmospheric Research degli USA. Questo sistema consentirà nei prossimi 5 anni di aumentare la precisione delle previsioni metereologiche e del monitoraggio del clima terrestre. Anche il Taiwan ora ha un suo “rappresentante” in orbita, i programmi spaziali dell’estremo oriente iniziano a svilupparsi su larga scala

Nuovo Astra 1KR per l’Europa 22 giugno, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

Poche settimane fa è partito dal Launch Complex 41 di Cape Canaveral il vettore automatico Atlas 5-411 che ha portato in orbita il satellite Astra 1KR, un satellite costriuto dalla Lockheed Martin con a bordo 32 transponder in banda Ku che forniscono trasmissioni Direct-To-Home per l’Europa. Questo sistema sostituisce il vecchio Astra 1KR che è andato distrutto nell’esplosione dell’upper stage del vettore Proton nel quale stava viaggiando verso l’orbita terrestre.

Costruita la molecola interstellare 19 aprile, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

E’ stata ricostruita in laboratorio una molecola finora osservata soltanto nello spazio interstellare. E’ un composto a base di carbonio. L’esperimento, pubblicato su Science, e’ frutto di una collaborazione tra Francia, Stati Uniti e Germania. La molecola, chiamata ciclopropenilidene, e’ stata osservata soltanto nello spazio interstellare ed e’ stata riprodotta per la prima volta sulla Terra dal gruppo coordinato da Vincent Lavallo, del CNRS.

La stella Vega gira più veloce 19 aprile, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

Vega, la seconda stella piu’ brillante nel cielo dell’emisfero boreale, ruota molto piu’ velocemente del previsto. Questo fa si che la temperatura risulti piu’ fredda all’equatore e piu’ calda ai poli. Lo studio, condotto da Deane Peterson, dell’universita’ Stony Book di New York, e descritto su Nature mette in discussione sia l’eta’ sia la validita’ di Vega come modello per la calibrazione dei telescopi e di altri strumenti per le osservazioni astronomiche.

Scoperti due nuovi anelli di Urano 7 aprile, 2006

Posted by U.Guidoni in Blogroll.
add a comment

Astronomi dell’Universita’ di Berkeley hanno scoperto due nuovi anelli esterni, uno rosso ed uno blu, del pianeta Urano. I due scienziati lo annunciato sulla rivista Science. Di Urano, settimo pianeta del sistema solare, gia’ si conoscevano anelli di colore neutro. I nuovi dovrebbero la colorazione a fenomeni di riflessione, oltre che alle caratteristiche delle sostanze che li compongono.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.